Sorpresi e sicuramente perplessi per quella che è stata considerata l’ennesima follia di massa scatenata dalla moda del momento, abbiamo tutti avuto modo di vedere le lunghissime code di persone in fila in ogni parte del mondo per aggiudicarsi l’ambito oggetto del desiderio. Prima venne l’Iphone, poi, è stato il turno dell’Ipad. Sono stati spesi fiumi di inchiostro e scomodati illustri sociologi per indagare cosa stia alla base della corsa alla mela. Beh, non si tratta di un mero fenomeno di costume. Niente affatto. Apple non ha clienti, ha fan. Esattamente come un gruppo rock. Detta così, niente di male. Se un’azienda riesce a fidelizzare i propri clienti fino a trasformarli in groupies tecnologici significa che ha successo sia nella qualità dei prodotti, sia nelle operazioni di marketing. Ma cosa c’è dietro al culto della Mela?
Qualcuno si ricorda della signora Todd? Un solo indizio... Stephen King e una protagonista indimenticabile che con Shakespeare ha tanto a che vedere. Sono passati gli anni, i libri si sono accumulati, i gusti di lettura modificati e la vita ha riservato quotidiane sorprese. Benvenuti in questo blog di libri, recensioni, interviste, film, percorsi bibliografici...
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giovedì 21 ottobre 2010
Letto per voi. Mela marcia. La mutazione genetica di Apple
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